L’edge a Poker

Penso che quando una persona si siede in un qualsiasi tavolo da poker con la ferma intenzione di vincere (escludendo quindi i casi in cui lo si fa per puro passatempo) debba valutare con buona approssimazione il proprio margine sugli avversari. Insomma, se mi siedo perché dovrei aspettarmi di vincere?Le ragioni sono molteplici e in questo post elenco alcune considerazioni personali, sperando di sentire le vostre opinioni. Per fare questo farò una distinzione schematica, magari incompleta e che può sembrare banale, ma che alla luce delle mie esperienze ho trovato molto utile. Aggressività Notoriamente, nel poker l’aggressività è un valore … Continua a leggere L’edge a Poker

Rabbia…ma perché?

Dal buco della serratura dello studio del Dottor Posa assistiamo a una seduta di coaching psicologico ricca di spunti interessanti per migliorare il nostro poker

A volte gli psicologi si trovano a condurre dei colloqui particolarmente coinvolgenti. Colloqui che, una volta rianalizzati scorrendo gli appunti, viene spontaneo voler condividere perchè possono rivelarsi utili a molti.
Ho deciso quindi di esporre il colloquio che leggerete a breve. Mi raccomando di leggerlo cercando le analogie tra la situazione del cliente del dottore che chiameremo R.R., e alcuni vostri possibili comportamenti o sfaccettature della personalità.

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Limiti della percezione

Guardate attentamente l’immagine qui sopra: sembra una normale scacchiera, dove tutti i riquadri riportano, come di consueto, un’alternanza tra bianco e nero. Spiacente di deludervi, ma non è così, perché le caselle segnalate con le lettere A e B, seppur vi sembrino totalmente diverse, sono in realtà dello stesso colore!
Stentate a crederci? Provate a stampare l’immagine e ritagliarla per avere la prova che il vostro cervello spesso può giocarvi brutti scherzi!

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