Il Peso di Un’ancora

Impara ad analizzare sempre tutte le informazioni e giocare a poker senza ancore psicologiche

Il poker, come abbiamo ripetuto diverse volte, è un gioco affascinante perché coinvolge il giocatore nella sua totalità. La conseguenza è che per giocare bene dobbiamo conoscere il gioco e allo stesso tempo noi stessi. Così come è auspicabile incrementare attraverso lo studio le conoscenze tecniche del gioco sarebbe utile portare avanti anche un’analisi personale per capire i nostri errori a livello psicologico. E’ percorrendo questa linea di pensiero che cerco di evidenziare i problemi tipici che potrebbero affliggere molti pokeristi. Solo conoscendo più fenomeni psicologici possibile possiamo capire quali ci penalizzano e quali no. Inoltre, andando a fondo con lo studio, potremmo arrivare ad un livello superiore. Potremmo cercare di individuare quale errore cognitivo sistematico commette il nostro avversario e girare le sorti del confronto a nostro favore con relativa facilità. Sembrerà strano ma oltre ai tell fisici esistono anche quelli psicologici. Sono molto difficili da individuare ma risultano altrettanto importanti.

IN QUESTO ARTICOLO VORREI ANALIZZARE UN BIAS (CIOE’ UN ERRORE COGNITIVO TIPICO CHE COMMETTONO MOLTE PERSONE IN MODO INCONSAPEVOLE E SISTEMATICO) CHE PUO’ COMBINARE VERI E PROPRI DISASTRI A MOLTI GIOCATORI, QUINDI E’ UTILE INDIVIDUARLO IN NOI E NEGLI ALTRI. STO PARLANDO DEL BIAS DELL’ANCORAGGIO.

Vediamo innanzitutto che cosa è e come agisce in ambito extra-pokeristico con un paio di esperimenti molto esplicativi. In estrema sintesi l’ancoraggio è un errore di valutazione. Quando ci troviamo a dover stimare un fenomeno tendiamo a restare ancorati alle prime informazioni che possediamo senza valutarne l’attendibilità e senza analizzare altre possibili fonti di informazione. Kahnem e Tversky hanno dimostrato questo fenomeno con un semplice esperimento. Hanno chiesto ad alcuni studenti di risolvere un’espressione matematica in un tempo minimo. In particolare a metà degli studenti si chiedeva di fornire il risultato dell’operazione 1x2x3x4x5x6x7x8 in 5 secondi. All’altra metà si chiedeva il risultato di 8x7x6x5x4x3x2x1 nel medesimo tempo. E’ evidente che per nessuno era possibile fare un calcolo così complesso in tempi così brevi, in definitiva ogni studente doveva fare una stima. I risultati registrati dagli sperimentatori ci dicono che gli studenti che stimavano 1x2x3x4x5x6x7x8 davano come risposta media 512 mentre gli studenti posti davanti all’espressione 8x7x6x5x4x3x2x1 davano come risposta media 2250. Alla fine quindi tutti sono andati piuttosto lontani dal risultato esatto (40320) ma è evidente come l’ordine con cui sono stati presentati i numeri abbia creato un effetto ancoraggio. Chi ha letto prima i numeri bassi ne è rimasto ancorato fornendo un numero molto più basso di chi ha letto prima i numeri alti, vittima in ogni caso dello stesso bias. I ricercatori sono così riusciti a dimostrare brillantemente come le prime informazioni presentate abbiano un peso determinante quando si forniscono stime. Sempre Kahneman e Tversky sono andati oltre, hanno cercato di capire cosa succede quando si forniscono dati che sono chiaramente indipendenti dal fenomeno da stimare. I due scienziati hanno progettato un esperimento ancora una volta molto semplice e allo stesso tempo molto chiaro. Hanno convocato diversi studenti volontari ai quali veniva chiesta anche questa volta una stima. Ogni soggetto entrava singolarmente in una stanza dove c’erano gli sperimentatori e una ruota numerata da 1 a 100. La ruota veniva fatta girare in presenza del volontario, poi si chiedeva se secondo lui la percentuale dei Paesi Africani che avessero aderito all’ONU fosse superiore o inferiore al numero indicato casualmente dalla ruota. I risultati lasciano a bocca aperta! Gli studenti che avevano assistito all’estrazione del numero 10 diedero come stima media il 25% mentre quelli che avevano assistito all’estrazione del 65 diedero come stima media il 45%. Questi risultati ci fanno intuire la forza di questo bias. I volontari, pur essendo perfettamente coscienti che il numero estratto dalla ruota fosse casuale quindi del tutto indipendente dalla stima richiesta, tendevano a restare ugualmente ancorati ad esso. Quando un bias è così “ingombrante” dovremmo dedicargli molta attenzione perchè difficilmente non avrà impatti su di noi e quindi sul nostro gioco. Soprattutto considerando che il poker è un gioco dove ci vengono costantemente richieste stime. Le situazioni da tenere d’occhio sono sia nel breve che nel lungo periodo.

  • (Breve periodo) Stima dello stile dei nostri avversari: Quando ci sediamo ad un tavolo da poker iniziamo ad osservare i nostri avversari.

CONSIDERANDO IL FENOMENO DELL’ANCORAGGIO ORA SAPPIAMO CHE REALISTICAMENTE DAREMO UN PESO ECCESSIVO ALLE PRIME AZIONI CHE VEDREMO.

Probabilmente pur essendo coscienti che le prime mani non sono molto significative tenderemo a considerare come loose aggressive un opponent che ha giocato molte delle prime mani ed in maniera aggressiva. Questo ci potrebbe costare qualche stack se il giocatore in questione fosse tight in un rush di monster starting hand. Chiaramente il discorso è vero anche al contrario. Possiamo cercare, davanti ad un nuovo ingrsso al tavolo, di cambiare il nostro stile di gioco per qualche mano facendo ancorare il nuovo arrivato ad un’immagine che non è la nostra reale. Essere coscienti dell’ancoraggio in questo caso ci può permettere di manipolare il nostro avversario ed estrarre da esso molto valore. Per quanto riguarda la difesa da questo bias una volta che lo conosciamo sarebbe importante farci aiutare da qualche software di analisi e di molta disciplina. Dovremo infatti cercare di evitare scontri con giocatori sui quali abbiamo poca history raccolta dal nostro software e, anche quando ci troviamo a contendergli un piatto, dovremmo adottare linee strategiche orientate alla sicurezza. Avremo tempo di fare letture più tecniche e remunerative quando con un numero congruo di mani raccolte avremo una stima attendibile del suo stile di gioco e delle linee strategiche che adotta.

  • (Lungo periodo) Stima delle nostre capacità di gioco: Quando iniziamo a giocare siamo quasi tutti pieni di entusiasmo e allo stesso tempo siamo quasi tutti giocatori acerbi. Potrebbe succederci una cosa che alla luce delle nostre nuove conoscenze diventa poco auspicabile: vincere. Sembra un paradosso perché vincere fornisce sempre delle grandi motivazioni ad andare avanti soprattutto all’inizio, se però ragioniamo in ottica ancoraggio ci è facile capire cosa potrebbe succedere.

DELLE VITTORIE ALLE NOSTRE PRIME PARTITE CI ANDRANNO A FORNIRE UN’IMMAGINE DI GIOCATORI VINCENTI, GIOCATORI GIA’ CAPACI E ANDREMO QUASI SICURAMENTE AD ANCORARCI A QUESTA IMMAGINE PERCEPENDO NOISTESSI COME GIOCATORI VINCENTI NEL LUNGO PERIODO (STIMA DELLE NOSTRE CAPACITA’ NEL LUNGO PERIODO, APPUNTO)

Questa rappresentazione che potrebbe diventare una base su cui valutare le nostre sessioni per molto tempo, rischia di diventare un grosso problema perché ci porta ad analizzare superficialmente le nostre sconfitte ed a sovrastimare le nostre vittorie. Ogni vittoria diventa una conferma delle nostre qualità ed ogni sconfitta diventa sfortuna, diventa varianza, diventa server truccato, diventa opponent che gioca a caso ma escono sempre le sue. Inoltre vittime di questo ancoraggio potremmo peggiorare la situazione tendendo a impegare sempre più tempo a giocare e sempre meno tempo a studiare nell’intento di abbattere un’illusoria varianza che ci penalizza. Se questo accade quando siamo ancora impreparati tecnicamente al livello con il quale approcciamo gli effetti sono facilmente pronosticabili. D’altra parte però possiamo approfittare di chi è caduto in questa trappola semplicemente rimarcando quanto sia stato sfortunato quando vediamo un giocatore che ha commesso un errore grossolano. Una volta avvenuto l’altrui ancoraggio non dobbiamo fare nulla per combatterlo. Diventa evidente quindi quanto sia deleterio insultare un donk che è stato fortunato. non dovremmo mai creare delle incrinature alla sua immagine illusoria di vincente. -la difesa da questo bias in questa fase della “carriera pokeristika” risulta invece piuttosto complessa. Spesso non siamo ancora in grado di capire gli errori che commettiamo, l’ego non ci aiuta e l’ancoraggio abbiamo visto che è un bias molto insidioso. Credo che sia quasi impossibile difendersi da soli. Sarebbe ottimale avere un amico con un pò di esperienza che ci aiuti a fare hand review. così diventa facile focalizzarsi non sul risultato ma sui nostri errori con il vantaggio enorme di ancorarsi all’immagine di giocatore che ha bisogno di migliorare e sappiamo bene che ogni giocatore ha bisogno di migliorare costantemente per diventare o restare vincente. Se non abbiamo un amico pokerista possiamo sempre prendere un poker coach per un brevissimo periodo. Sicuramente quattro o cinque sessioni di hand review ci costeranno molto meno di 4-5 mesi o addirittura anni di sovrastima delle nostre capacità.

ARRIVATI A QUESTO PUNTO DOVREMMO AVER CAPITO CHE IL BIAS DELL’ANCORAGGIO PUò ESSERE UN GRANDE OSTACOLO MA ANCHE UNA GRANDE RISORSA. CAPIRE COME DIFENDERSI E COME ATTACCARE CHI NON è RIUSCITO A FARLO E’ UN COMPITO CHE ORMAI DOVREBBE RISULTARE NON TROPPO DIFFICILE. I VANTAGGI CHE NE DERIVERANNO SARANNO PERO’ SORPRENDENTI!

Bene siamo giunti alla fine di questo lunghissimo articolo, spero che vi sia piaciuto e possa esservi utile!

Sciauuuzzz!!!

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