Mai esagerare con il lavoro!

Sei un workaholic, uno di quelli che vivono solo per il lavoro e che non staccano mai?
Prima di rovinarti la salute scopri come ne puoi uscire…

Che cosa c’è al primo posto nella tua vita? Il lavoro. In ufficio sei il primo ad arrivare e l’ultimo ad uscire. A tavola ascolti poco o niente di quello che dicono. La tua mente continua a cercare soluzioni per risolvere quel certo problema che ti preoccupa e, appena puoi, ti rifugi nello studio, accendi il computer e ricominci a lavorare fino a tarda notte.
Sabato sei l’unico a mettere piede in ufficio e, prima di andartene, raccogli il materiale che ti serve per continuare poi la domenica, da casa. In famiglia non ti sopportano più. Avevi parlato di un’emergenza e per un pò hanno capito. Ma ormai sono passati mesi.
Sei sempre più assente, nervoso e stressato. Tua moglie prima ha cercato di farti ragionare, ora ti parla a stento. E tuo figlio ha capito che quello che ti dice ti entra in un orecchio e ti esce dall’altro, quindi non spreca più il fiato per raccontarti dei suoi successi a scuola o sul campo di calcio. Sei convinto che continuare così faccia bene alla tua carriera, al tuo fisico e alla tua famiglia? Dormi poco o niente, hai la gastrite, la pressione è alle stelle e tua moglie inizia a parlare di separazione…

Quando il lavoro diventa un chiodo fisso


La dipendenza da lavoro è un comportamento patologico che porta le persone a mettere il proprio lavoro al primo posto rispetto a tutti gli altri aspetti della vita: salute, famiglia, amicizia e passioni.
Si tratta di un disturbo ossessivo-compulsivo che a volte viene legato a quelle che vengono chiamate “nuove dipendenze”, e cioè le dipendenze “non da sostanza”, come quella da internet.

Ti riconosci in questi sintomi?

Se lavori più di 10 ore al giorno, sacrificando weekend e vacanze, e se sei perennemente preoccupato per questioni lavorative, sei decisamente a rischio.
Ma ecco altri campanelli che devono metterti in allarme. Le prime conseguenze di questa dipendenza si riscontrano nell’alimentazione e nella qualità del sonno; per non perdere tempo si tende a saltare i pasti e a mangiare fuori orario quello che capita, in più si dorme poco e male: sia perché si va a letto tardi, sia perché i pensieri lavorativi non lasciano addormentare. Quello di cui ti devi rendere conto è che è giusto lavorare e anche lavorare bene, però il lavoro non deve occupare tutto il tuo tempo e i tuoi pensieri.
Devi avere delle valvole di sfogo e di rilassamento, degli spazi personali che ti consentano di coltivare gli affetti e le relazioni. Non puoi continuare a perderti le feste di compleanno di tuo figlio…

L’origine di questa dipendenza

Sono tanti i motivi che spingono una persona a dedicarsi solamente al lavoro. Lo si può fare per colmare dei vuoti dovuti ad una mancanza di relazioni soddisfacenti, per solitudine o in seguito ad una delusione sentimentale.
Questa dipendenza può nascere anche dall’estremo bisogno di essere gratificati ed elogiati dagli altri, o essere la conseguenza di un’educazione improntata sul senso del dovere, che vuol dire avere avuto dei genitori più attenti a quello che il figlio “doveva” fare per eccellere più che al suo benessere personale e alla sua serenità.

Stress senza tregua: ecco che cosati fa
Lo stress è la risposta dell’organismo a stimoli esterni di natura diversa: entro certi limiti è positivo, ma a lungo andare crea dei problemi. Quando le sollecitazioni diventano continue ed eccessive, come succede se gli impegni lavorativi non lasciano spazio al riposo e al rilassamento, la capacità di adattarsi viene meno e a quel punto subentra un disagio psicofisico.

  • Davanti a un evento stressante l’organismo produce cortisolo, un ormone che attiva tutte le funzioni necessarie a far fronte a quell’avvenimento, ma per farlo deve ridurre quelle che in quel momento non sono strettamente necessarie
  • Il cortisolo abbassa quindi la funzionalità del sistema immunitario e aumenta il tasso di zuccheri nel sangue e la pressione arteriosa in modo da fornire all’organismo tutte le energie possibili per contrastare la situazione di forte stress.
  • I suoi effetti benefici diventano però un problema quando, davanti ad uno stress prolungato, i suoi livelli rimangono alti a lungo.
  • Un eccesso di cortisolo può infatti scatenare una serie di disturbi come l’ipertensione, l’osteoporosi, il diabete, malattie psicosomatiche, disturbi muscoloscheletrici e problemi psicologici.
  1. Focalizza il problema
    Dopo tutti gli elementi dati in questo articolo, di sicuro sei riuscito ad ammettere, almeno a te stesso, che questa dipendenza ti riguarda direttamente. E questo è un primo passo importante.
    La consapevolezza può portare le persone a migliorare e quindi a ridurre i comportamenti ossessivo-compulsivi nei confronti del lavoro.
    Ma per mettere del tutto a fuoco il tuo problema è necessario fare un ulteriore sforzo.
    E’ necessario analizzare la qualità delle proprie relazioni al di fuori dell’ambito lavorativo, in modo da trovare un giusto equilibrio tra le diverse sfere della propria vita.
    In altre parole, da quanto tempo non vedi i tuoi amici o non esci con tua moglie? Per non parlare dello sport, abbandonato da tempo… sarebbe brutto, in futuro, dover rimpiangere di aver dedicato troppo poco tempo e attenzione alle persone a te più care, oltre che a te stesso.
  2. Inizia a delegare
    Se vuoi avere più tempo libero devi accettare l’idea che anche senza di te il mondo va avanti lo stesso e che non puoi penare di avere il controllo su tutto e tutti. Se impari a distribuire il lavoro tra i tuoi collaboratori, non solo avrai più tempo a disposizione per te stesso, ma stimolerai gli altri a lavorare meglio perché sentiranno che hai fiducia nelle loro capacità.
  3. Sii determinato
    E adesso che ti sei ritagliato degli spazi? Per cambiare un atteggiamento sbagliato, una volta identificato, bisogna essere duri con sé stessi e obbligarsi a fare determinate cose piuttosto che altre, magari procedendo per gradi.
    Cioè, ci vuole autodisciplina. Per iniziare potresti impegnarti a chiudere con il lavoro il venerdì senza portarti niente a casa, sforzandoti anche di non rispondere alle email o alle richieste lavorative da parte di chi, il tuo capo, si è abituato ad averti a disposizione a qualunque ora del giorno e della notte.
  4. Trova un nuovo hobby
    Ma, per combattere questa dipendenza, nel tempo libero che ti sei creato è fondamentale che non ti annoi.
    Bisogna sostituire il piacere lavorativo (falso e comodo) con un piacere vero e proprio.
    Un hobby, un cane, un corso, senza dimenticare l’attività sportiva, che potrebbe aiutarti a scaricare l’ansia che di sicuro ti sta accompagnando in questa prima fase di distacco dal… lavoro.
  5. Perdonati
    Ti senti in colpa? La tua assenza ha creato malumore in famiglia? Quando si riconosce di aver “sofferto” di una dipendenza, ci si rende anche conto di aver trascurato non solo sé stessi ma anche gli altri.
    Ma non serve essere troppo severi con se stessi, meglio perdonarsi, tenere a mente cosa ha portato a quella dipendenza per non ricascarci, e dimostrare con i fatti, più che a parole, che si è cambiati e che si è pronti a recuperare il tempo perduto.
  6. E se non ce la fai…
    Non sempre è possibile uscire da soli da questa situazione. La psicoterapia cognitiva comportamentale è in linea di massima l’approccio più diretto ed efficace per risolvere questa dipendenza. Si interviene con i farmaci, prescritti da uno specialista, solo in presenza d’ansia o per riequilibrare il ritmo sonno-veglia se lo si è perso.

Ed eccoci giunti alla fine, spero questo articolo possa risultare utile, ricordate lavorare è importante ma come in tutte le cose ogni eccesso è difetto non fate diventare il lavoro una patologia!

Sciauuuzzz!!!

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