C’è chi sta dietro ai francobolli, dentino per dentino; chi diventa matto per le monete antiche; chi insegue vecchie figurine. Collezionisti. Li invidio da sempre perché piacerebbe anche a me perdermi via cercando oggetti rari, pezzi mancanti, tasselli preziosi di un mondo a parte. Quello lì, fatto di passione e di libidini, di traguardi – piccoli eppure grandissimi – da tagliare.
È come sguazzare beatamente in un universo esclusivo, con tutta una serie di interlocutori utili. Perché ogni collezionismo è popolato da seguaci competentissimi e sempre pronti a condividere la caccia. Ovviamente ciascuno insegue ciò che vuole. Il che propone anche qualche caso-limite, nel senso dell’originalità. Ho conosciuto un giornalista che colleziona biglietti da visita di formula uno. Solo formula uno. Altrimenti prego, andare. Un anziano signore che raccoglie autografi di star del cinema. Un patito di Guerre Stellari alla ricerca di ogni genere di reperto collegato alla saga. Il che mi eccita meno, come ogni forma di oggettistica contemporanea.
L’ex marito di un’amica ha riempito la casa di quelle carte sottili e colorate che avvolgono le arance. Le incornicia a gruppi da tre o da cinque. Ogni parete ricoperta, il che magari, a lungo andare…
Tanto è vero che lei, la mia amica, se n’è andata.
Adesso convive con uno fissato con la mosca, nel senso dell’esca. E guai a sembrare ignorante in materia. Si innervosisce quasi subito perché vivere senza pescare con la mosca ogni due o tre ore, per lui è inconcepibile. Per fare lo spiritoso, un giorno gli ho confessato che pescare proprio zero ma in compenso ho conosciuto Mosca Maurizio, uno che pescava di brutto, notizie sportive in prevalenza. Niente, a momenti mi toglieva il saluto.
Ci sono collezioni alla portata di tutti, ci sono collezioni alla portata di due o tre al massimo. Quelli che decidono di mettere assieme un tot di Ferrari o di Lamborghini; quelli che collezionano aerei della seconda guerra mondiale; quelli che mettono su una scuderia di cavalli da corsa. Tutta roba costosissima, anche se ho visto gente rovinarsi collezionando soldatini di piombo, dai e dai, hai voglia a formare un esercito…
Per non parlare del mio amico Tommaso: ha cominciato – come tanti – a collezionare quelle onnipresenti palle di vetro con dentro la neve. Una palla per ogni luogo visitato. Reggio Calabria, prima palla, visto che ci vive. Poi San Pietro, Venezia, i luoghi classici. Poi New York, Amsterdam, Parigi. Ha vagato tre giorni per Barcellona dove la neve l’hanno vista forse una volta alla televisione, ma alla fine ha trovato la boccia pure lì. Adesso decide i propri itinerari in funzione della palla di vetro. Alzando il livello ogni volta. Si trova in Senegal, al momento. E’ lì da due mesi. Ai familiari ha fatto sapere di essere sulla pista giusta… Suo figlio di 12 anni, sta pensando di farne fare una apposta, pur di vederlo tornare. Una bella palla con dentro Dakar, la capitale, in pieno nevischio.
Poi ci sono i collezionisti in bolla. Ancora più attivi. Persone che gli oggetti di culto devono costruirli. La categoria comprende degli esperti di modellismo, dedicati alle loro creazioni in maniera costante e, spesso, competente. Ore e ore di lavoro, perizia e pazienza, Mio zio Totò, per esempio.
Un vero esperto di modellini navali, per i quali aveva sviluppato una vera arte: minuscoli pezzi di legno opportunamente invecchiati, sartie costruite a mano, elementi dipinti con una precisione impressionante. Si divertiva, ma intanto era diventato un riferimento per tanti appassionati, regolarmente in visita per ricevere un aiuto o consiglio.
Mio zio divenne così bravo da ricevere l’offerta di un’azienda specializzata. La proposta: costruire una nave in scala ridotta, in modo da venderla, in scatola, pezzo per pezzo. Ci pensò un po’, poi decise di rifiutare: “Per guadagnare si guadagna, ma così non è più un divertimento, è un lavoro”. Bravo Totò.
P.S.
Questo voleva essere un post sarcastico, per fare un po’ sorridere; tanto più che anche io in realtà sono un collezionista eh eh! Mi ha però dato ispirazione un contest al quale sto partecipando e mi sono lasciato andare a quattro cazzate in libertà sparate lì…pè fasse na risata; anche dalle risate nascono le riflessioni, no?

Lascia un commento