Se stessi con un vestito bianco a un matrimonio e arrivasse un pallone infangato, lo stopperei di petto senza pensarci.
-Diego Armando Maradona

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Ieri finalmente dopo 4 mesi sono tornato a calcare un campo da calcio! Sta tranquillo non starò qui a raccontarti della mia prestazione (peraltro niente male davvero, considerando il mio periodo di inattività); la partita è stata disputata nel campetto della squadra in cui giocavo quando ero ragazzo, e mi è venuta voglia di raccontare un po’ di quei giorni.

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Quello che vedi sopra è il campo come si presenta attualmente, è stato ovviamente rimodernato; quando da ragazzini ci giocavamo noi era completamente in terra, se pioveva si trasformava in una pozza di fango e il terreno diventava pesantissimo… Io mi divertivo tantissimo a giocare in quelle condizioni, i miei compagni cercavano di evitare le pozzanghere io mi ci tuffavo dentro in scivolata eh eh! Non ero certo un fuoriclasse, giocavo in difesa, ho iniziato da terzino desto e poi via via ho imparato a giocare in tutti i ruoli di difesa, posso giocare a destra e a sinistra visto che con i piedi sono ambidestro; crescendo ho cominciato a spostarmi un po’ più avanti e oggi i ruoli che preferisco sono quelli di fascia, sia terzino che ala basta che possa correre su e giù per quelle fasce gli amici però spesso mi fanno giocare al centro della difesa perché, nonostante gli anni siano passati, ho sempre i tempi del difensore e soprattutto… picchio come un fabbro!

Al campetto c’è una cosa che non è cambiata mai, lo spogliatoio che usa la squadra; devi sapere che ci sono 4 spogliatoi, 3 sono a disposizioni di tutti, ovviamente anche delle persone che affittano il campo, uno lo usano solo le squadre giovanili, eccolo…

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Tutto è rimasto come allora, a parte una rinfrescata alla pittura delle pareti che sono però identiche a quelle dei miei giorni da adolescente; qui ci ritrovavamo prima e dopo gli allenamenti e prima di ogni partita, quando il mister ci faceva un po’ di tattica… eh no, non avevamo monitor, televisori o tecnologie varie tutto ci veniva spiegato sulla mitica lavagnetta!

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Se te lo stai chiedendo, si, è proprio quella che usavamo noi… Avrà almeno 30 anni quella lavagna eh eh!
Ricordo ogni istante passato in questo spogliatoio a ridere e scherzare con i compagni, felici per una vittoria o un po’ tristi per una sconfitta; ma che squadra eravamo, uniti, ci si voleva bene e ancora oggi ci si ritrova spesso con tanti di loro; nella partita di ieri, che poi giochiamo ogni venerdì (finalmente ora potrò esserci anche io con continuità) da circa 20 anni, di solito giochiamo io e un mio amico fraterno dei tempi del “mitico” Centro Reggio Junior (così si chiama la squadra ancora oggi), giochiamo in difesa, entrambi da centrali (allora io giocavo al suo fianco ma da terzino), come quando eravamo ragazzini; forse mi prenderai per pazzo ma, ogni volta che arrivo al campo, abbraccio Enzo, quando inizia la partita ci piazziamo lì dietro a difendere la nostra porta… E torniamo indietro di almeno 25 anni, altro che macchina del tempo!


Fino ai miei 17 anni avevamo solo due pensieri in testa il pallone e le ragazze… Ricordo che volevo diventare calciatore e mi sono impegnato tantissimo, purtroppo mi sono dovuto arrendere a un certo punto, il treno era passato e io non ci sono salito sopra. Poco male, ho sempre avuto più piani, ma di quegli anni mi porto tanti ricordi, tanti cari amici e tanti insegnamenti.
Ho imparato cosa vuol dire spirito di squadra, collaborare tutti per raggiungere un obiettivo, ho conosciuto dei buoni amici che ancora oggi mi porto dietro, insomma è stata una fantastica esperienza!
Non sono genitore ma oltre l’esperienza scout (di cui magari parlerò in seguito) se dovessi consigliare direi: fate fare sport ai vostri figli!
Non importa quale sport, io amavo il calcio ma tutti gli sport sono belli, forgiano il carattere.

Sono arrivato in squadra che ero un bimbo paffutello, bassino e timidissimo; dopo 6 mesi ero dimagrito di 10 chili, diventato più alto di 11 centimetri e soprattutto ero molto più spigliato, chiacchierone e spavaldo… Vista quella repentina trasformazione il mister non si è potuto esimere dal promuovermi nella squadra dei giovanissimi, ero il più piccolo tra tutti ma mi volevano tutti bene, sono stato per i primi 6 mesi la mascotte della squadra e andavo a vedere con il mio Papà ogni partita, poi finalmente è arrivato anche il mio turno ed è stato bellissimo giocare la prima vera partita!

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Quando eravamo nello spogliatoio questo era il mio post, sedevo sempre lì e spesso avevo a fianco Enzo da una parte e il nostro portiere Ciccio dall’altra, se ci ripenso oggi ancora mi commuovo, ma dalla gioia perché erano dei bei momenti davvero.
Ho parlato davvero tanto quindi cercherò di non dilungarmi oltre…

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Queste erano le nostre docce, sono degna conclusione del post eh eh! Molti magari non capiranno ma, quello della doccia rappresenta un passaggio fondamentale; un ragazzino timido come me (ovviamente si parla degli inizi della mia avventura calcistica, poi la timidezza è svanita e sono diventato anche troppo spigliato eh eh!) vedeva una montagna insormontabile nel farsi la doccia, tutti insieme, nudi… Pian piano è diventata una cosa normale e, per il me di quei tempi, è stata una grande conquista.

Dopo i 17 anni mi sono fermato per un po’; in seguito ho giocato in varie infime categorie italiane esattamente la prima la seconda e la terza categoria e onestamente, per uno che ha la passione del calcio come me, anche quelli sono stati bei traguardi; ieri come oggi se vedo un pallone non resisto, devo rincorrerlo, palleggiare un po’, tirare; per me è un grande amore che non finirà mai… I miei amici, quelli che mi conoscono davvero, lo dicono sempre, se vuoi fare felice Totò (che sarei io, qua mi chiamano tutti così, anche se, preferisco essere chiamato con il mio nome o al massimo Pikkio cosa che fanno solo gli amici nell’ambiente del poker) dagli un pallone o un mazzo di carte e lascialo giocare.
La storia del mazzo di carte magari Te la racconterò in uno dei prossimi post.

Ora Ti saluto ho scritto davvero tanto ma, quando torno indietro e parlo della mia adolescenza, non smetterei mai di raccontare le mille avventure, ogni ricordo è vivido ed è come se fosse successo ieri.
Tu da ragazzo praticavi sport? C’è qualche esperienza che è stata importante e formativa in maniera particolare per la Tua crescita? Sentiti libero di condividere ed esprimere pareri e opinioni qui sotto!

Ti abbraccio!

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