Mio figlio di un anno e mezzo ha iniziato a chiedere “perché?” senza però capire la spiegazione. Sembra il mio capo.
(scenfaroc, Twitter)

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Oggi Ti voglio di parlare di qualcosa che, allo stato attuale delle cose, non mi tocca personalmente; ho comunque fatto delle ricerche e mi andava di condividere quello che ne è venuto fuori.

Il Capo o i colleghi Ti perseguitano? Analizziamo la situazione e vediamo cosa puoi fare per difenderti.

Non vieni più invitato alle riunioni alle quali di solito partecipavi?
I Tuoi colleghi non Ti coinvolgono per la pausa caffè e hanno iniziato a raccontare un sacco di storie offensive sul Tuo conto?
Senza motivo Ti hanno cambiato postazione di lavoro e sei finito in uno stanzino soffocante?
Sappi che il mobbing inizia proprio così.
Di che cosa si tratta?

Il mobbing è un insieme di comportamenti vessatori, aggressivi e persecutori, reiterati nel tempo, messi in atto sul luogo di lavoro al fine di colpire, emarginare e isolare un lavoratore.
E tutto questo, nella maggioranza dei casi, 

con uno scopo ben preciso: sfiancare e indebolire così tanto il lavoratore da portarlo a licenziarsi o ad accettare una buona uscita inferiore a quella che in realtà gli spetta.


Alcuni comportamenti mobbizzanti possono comprendere il demansionamento immotivato, l’assegnazione di eccessivi carichi di lavoro, frasi ingiuriose e aggressioni verbali, l’isolamento, il collocamento in postazioni di lavoro poco idonee, il trasferimento illegittimo, l’abuso di controlli, l’esclusione da benefici e incarichi.

Nel 90% dei casi il mobbing è “verticale”, viene cioè messo in atto da un dirigente/superiore, mentre quello “orizzontale” è praticato da una o più persone verso un collega di pari grado. Le azioni persecutorie sono come piccoli traumi che, perpetuati nel tempo, portano la persona che ne è vittima a sviluppare una sintomatologia che richiama quella vera e propria dei traumi, con il conseguente manifestarsi di ansia, stress e stati depressivi. Tutte cose che di conseguenza si ripercuotono poi sul fisico causando cefalea, tachicardia, disturbi digestivi e del sonno.

Nel momento in cui questi sintomi si cristallizzano si manifesta una vera e propria malattia psichica.
E questo vuol dire che se all’inizio la persona mobbizzata può manifestare solo alcuni sintomi depressivi e ansiosi, con il passare del tempo, se la situazione non cambia, può cadere in un vero e proprio stato depressivo e ansioso e non riuscire più, per esempio, ad alzarsi dal letto per andare in ufficio.


Psicologo e avvocato aiutano ad affrontare la situazione. Mentre lo psicoterapeuta serve per tenere sotto controllo e alleviare i sintomi legati ad ansia e stress (con o senza l’aiuto di farmaci) la consulenza di un avvocato è fondamentale per capire come tutelare i propri interessi.

Quando ci si rivolge a un avvocato il conflitto con l’azienda si acuisce, quindi si potrebbe perdere il posto di lavoro, ma almeno si può cercare di ottenere il più possibile visto i danni riportati e, tra questi, bisogna contare anche il danno psichico se il lavoratore nel frattempo ha sviluppato una vera e propria malattia.

Vediamo ora 5 consigli pratici che puoi usare a Tuo vantaggio:

1️⃣ Non tenerti tutto dentro. Se in ufficio noti comportamenti strani nei tuoi confronti racconta quello che sta succedendo a persone fidate; condividere quello che stai passando alleggerisce lo stress che la situazione Ti sta creando.
2️⃣ l’unione fa la forza. Osserva con attenzione i Tuoi colleghi, magari non sei l’unico a subire certe cose. Se così fosse potreste adottare una strategia comune, cosa che sicuramente ti farebbe sentire meno isolato e più forte.
3️⃣ Fai autocritica. Esamina razionalmente gli atteggiamenti degli altri che Ti danno così tanto fastidio, potresti anche scoprire che sei tu a interpretarli male, oppure che nascono in seguito a Tue determinate azioni.
4️⃣ Registra. Di fronte a situazioni veramente pesanti, quando volano insulti e offese, registra quello che sta succedendo. Sarà poi un avvocato a capire come e se servirsene.
5️⃣ Chiedi aiuto. Non aspettare che lo stress inizi a fare danni, da uno psicologo esperto in mobbing puoi andare anche per una consulenza preliminare, solo per schiarirti le idee.



Bene per ora mi fermo qui. E Tu, sei mai stato vittima di mobbing? O magari pensi di esserlo stato ma poi non era realmente così? Fammi conoscere qui sotto le Tue esperienze e fammi sapere cosa ne pensi; e spero, qualora stia succedendo ancora, che qualcuno di questi consigli possa rivelarsi utile!

Ti Abbraccio!

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