“Amico mio accanto a te non ho nulla di cui scusarmi, nulla da cui difendermi, nulla da dimostrare: trovo la pace… Al di là delle mie parole maldestre tu riesci a vedere in me semplicemente l’uomo.”
-ANTOINE DE SAINT-EXUPERY-



Oggi voglio parlare un po’ del mio migliore amico… Che in realtà sono due!
Si perché ho la fortuna di avere tanti ottimi amici e amiche ma, due di questi, sono davvero una spanna sopra e vuoi sapere la particolarità, sono marito e moglie!

Ovviamente quando ci siamo conosciuti nessuno se lo sarebbe immaginato (la nostra amicizia è iniziata quando avevamo sette anni, ci siamo conosciuti tutti e tre agli scout); loro si chiamano Francesco e Simona e praticamente ci sono da sempre e per me ci sono sempre e la cosa è naturalmente reciproca.

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Ovviamente anche loro sono una spanna sotto la mia migliore amica in assoluto che è Reny (mia Moglie e, anche con lei, ci siamo conosciuti agli scout), oggi però voglia parlare un po’ di Simona e Francesco.
Inutile dire che il giorno in cui io e Reny ci siamo sposati loro erano presenti, peraltro sull’altare insieme a noi in quanto testimoni dello sposo (io sono stato loro testimone quando si sono sposati, insomma le nostre vite si incrociano e si abbracciano sempre), in un periodo non semplice peraltro visto che eravamo nel pieno della pandemia.

Da ragazzi abbiamo condiviso la strada e la fatica, abbiamo condiviso il cibo, ci siamo confidati e sostenuti sempre; non ricordo un evento importante della mia vita in cui Simona e Francesco non ci fossero.
Molte volte hanno asciugato le mie lacrime e, questa cosa, è successa anche a me nei loro confronti; spesso non è necessario nemmeno parlarci, basta uno sguardo e noi tre ci capiamo.
Abbiamo condiviso anche il servizio durante gli anni dello scoutismo, che ci ha portato dall’altra parte della barricata; siamo passati dall’essere educandi all’essere educatori con tutte le responsabilità del caso e, Ti assicuro, che anche questa come esperienza lega molto.

Se dovessi affidare la mia vita e quella di Reny a qualcuno lo farei senza dubbio alcuno a loro, ovviamente la affiderei anche alla mia famiglia, però credo che i familiari partano con un piccolo vantaggio di sangue; ecco la cosa bellissima di questa amicizia, di questo unione, è che ci ha reso fratelli senza condividere alcun legame di sangue.

Di storie e di avventure avrei da raccontarne tante, ma quelle me le voglio riservare per altri post, preferisco parlarti un po’ di loro; Francesco è riflessivo, molto pacato, una persona intelligente e gentile; in tutti questi anni lui è sempre stato la mai coscienza, mi ha sempre spinto alla riflessione e, tante delle mie decisioni più importanti, sono venute dopo essermi consigliato con lui (nella foto sotto io e Fra siamo quelli seduti… E questa foto è stata scattata con una macchina fotografica di quelle con i rullini lol!😱).

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Simona invece è un po’ più peperina, sanguigna come carattere quindi, in questo, identica a me; anche lei è una persona gentile e altruista (ma questo credo sia un tratto che abbiamo preso dalla nostra esperienza scout), non sopporta le ingiustizie ma rispetto a suo marito, quando capitano, reagisce in maniera molto meno riflessiva, diciamocelo, si incazza davvero come un riccio, a volte credo che sia in grado di incazzarsi peggio di come faccio io… E Ti assicuro che non è semplice come cosa (nella foto, beh chi è Simona si capisce e ormai avrai imparato a conoscere il mio volto… Anche se con meno rughe e meno barba eh eh!).

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Il rapporto che ci lega ha portato a far incrociare le nostre famiglie, siamo cresciuti uno a casa degli altri, fino al momento in cui siamo andati via da casa eravamo praticamente sempre insieme e, anche dopo, bene o male è stato così (certo con delle pause perché, da spiriti viaggiatori, abbiamo avuto modo di girare un po’ l’Italia prima di tornare tutti a vivere nella nostra città); per i miei genitori, Fra e Simo, sono figli “ad honorem” e io lo sono per i loro genitori.
Quello giudizioso è sempre stato Francesco che, rispetto me e Simona è più grande di due anni; quando eravamo adolescenti e uscivamo, se lui era con noi i genitori erano tutti tranquilli e la cosa strana è che ancora oggi è così.

Bene mi sa che ho parlato anche abbastanza, l’unica cosa che voglio dire prima di salutarti è che, se penso a questi due miei amici, a Reny e alla famiglia che abbiamo costruito, mi sento davvero una persona fortunata; lo ero quando non avevo un centesimo in tasca, lo sono oggi che ho un po’ più di stabilita.
I soldi e le cose in generale sono solo un mezzo e non regalano ne felicità ne serenità; si, aiutano e non lo nego, ma poi ciò che conta nella vita sono gli affetti e le persone delle quali ci circondiamo; conta avere il tempo per poterci godere queste persone e la salute, quando queste cose ci sono io sono convinto che a tutto il resto una soluzione si trova sempre!



Grazie per essere arrivato fino a qui, se Ti va sentiti libero di esprimere i Tuoi pensieri e commentare qui sotto.

Ti Abbraccio!

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