“Non è un favore da chiedere, il lavoro è un diritto sancito dalla Costituzione.”
(Nicola Zingaretti)
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Nel post precedente ho parlato del lavoro che mi ha causato più stress e insoddisfazione tra quelli che ho svolto; mentre scrivevo, ho iniziato a riflettere sul concetto di lavoro in generale.
Si dice che il lavoro nobiliti l’uomo, ed è certamente qualcosa di degno di stima e apprezzamento. Tuttavia, ci sono anche persone che hanno fatto fortuna usando la loro intelligenza, poi hanno messo i loro soldi a lavorare per loro e oggi sono milionari… probabilmente, di lavoro nel senso tradizionale ne hanno fatto poco. Hanno lavorato più concettualmente, ma hanno ottenuto risultati di gran lunga migliori. Questo significa che non sono nobili? Non credo proprio.
Ho anche riflettuto su uno dei pilastri della Costituzione italiana, l’articolo 1: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”… beh, non voglio screditare la Costituzione, ma diciamolo, almeno oggi nel 2023 questa affermazione sembra un po’ forzata, e credo non serva dilungarsi troppo per spiegare il perché, è evidente agli occhi di tutti, almeno a tutti gli italiani.
Qui da noi il lavoro è veramente poco, se lo intendiamo come lavoro equamente retribuito, regolamentato dalla legge, con diritti e doveri. Certo, se consideriamo anche lo sfruttamento, allora il tasso di occupazione schizza alle stelle… ma alla fine il potere d’acquisto degli italiani resta invariato, come si dice dalle mie parti: “Hai fatto la fine del topo in trappola!”.
Stavo riflettendo anche sulla serietà di alcuni lavoratori… nel nostro Paese, per esempio, la pubblica amministrazione è spesso oggetto di battute: se vogliamo fare una battuta, è davvero notevole! Ovviamente, questa tendenza sta contagiando anche il settore privato, dove il desiderio di lavorare sembra essere sempre meno diffuso.
Più la mia riflessione andava avanti, più una domanda si faceva strada nella mia mente: ma chi me lo fa fare? Personalmente, meno ho a che fare con questo mondo del lavoro, meglio sto! Questo mi conforta nelle scelte fatte e negli obiettivi prefissati; la strada intrapresa è quella giusta: puntare alla libertà finanziaria.
Forse è vero che il lavoro nobilita l’uomo, ma in Italia, alle condizioni attuali, è decisamente dannoso per la salute!
E anche per oggi la mia riflessione si conclude qui. Ti ringrazio se sei arrivato fino a questo punto e ti invito a lasciarmi i tuoi pensieri nei commenti.

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