“In vino veritas, ma in birra ci sta il refrigerio. Nell’acqua solo il rimorso di non aver scelto la birra.”
Me, probabilmente disidratato.
Ciao!
L’estate è quel momento magico dell’anno in cui ci chiediamo se il sudore che ci cola dalla schiena possa contare come idratazione. E se sei come me — padre di un Samuele che ha quasi due anni (ma ha già l’energia di un branco di canguri strafatti di zucchero), e marito di una Reny che guarda le mie scelte alimentari con lo stesso sguardo che riserverebbe a un procione nella sua cucina — sai che ogni sorso conta.
Ma la domanda è: acqua naturale o birra ghiacciata?
Spoiler: non c’è una risposta giusta, ma c’è una risposta che mi fa sentire meno scemo mentre rincorro mio figlio per casa con un pannolino in mano.
Esperienze liquide da un’estate in ostaggio
Era un venerdì sera come tanti. Cioè, come tanti prima che nascesse Samuele. Perché adesso i venerdì sera iniziano alle 19:30 e finiscono quando lui si addormenta, cioè alle 22:47, dopo un trattato di diplomazia internazionale tra me, lui e Reny su chi legge il libro dei mostri pelosi e chi canta “Nella vecchia fattoria” in chiave reggae.
E dopo quella guerra psicologica, io ho sete. Ma proprio quella sete da “mi merito qualcosa”, capisci? Mi avvicino al frigorifero con l’entusiasmo di un esploratore alla fonte sacra e lì… il dilemma: bottiglia di vetro trasparente con l’etichetta zen e la scritta “Acqua naturale di sorgente alpina” o lattina sudaticcia di birra artigianale con nome tedesco impronunciabile tipo “Schlörpf”?
La prima opzione mi fa sentire sano. La seconda… mi fa sentire vivo.
E qui interviene Reny.
– “Amore, se bevi birra adesso poi domani ti svegli con la bocca impastata.”
– “E se bevo acqua?”
– “Ti svegli con la bocca impastata lo stesso, ma almeno non rompi.”
Il dialogo è finito, come sempre, con me che bevo l’acqua e guardo la birra come si guarda la macchina sportiva che non puoi permetterti.
La birra “fa estate”: lo dice la pubblicità, quindi sarà vero
Ora, lo so che d’estate siamo tutti preda di quel meccanismo strano per cui qualsiasi cosa venga servita in un bicchiere appannato “fa estate”. E la birra ha vinto la gara del marketing.
Non esiste spot in cui non ci siano:
– amici su un terrazzo che nessuno di noi potrà mai permettersi
– grigliate improvvisate che in realtà richiedono 72 ore di preparazione
– birre aperte con il bordo del tavolo come se fosse normale (spoiler: NON lo è, ho graffiato il tavolo della cucina e Reny ancora me lo rinfaccia).
Nel frattempo, io sudo come un fontanone di Roma e mi chiedo se posso davvero fidarmi del mio istinto primordiale che dice: “birra, adesso”.
Samuele, nel frattempo, ha rovesciato la sua tazza d’acqua sul pavimento e ride come se avesse appena scoperto il senso della vita. Forse lo ha scoperto davvero.
Un consiglio pratico (più o meno)
Se anche tu, come me, vivi in quella zona grigia dell’esistenza tra il voler restare sobrio perché tuo figlio potrebbe scappare nudo in balcone in qualsiasi momento, e il voler goderti una birra ghiacciata come premio di fine giornata… ecco il mio consiglio:
Svuota una lattina di birra. Riempi la lattina con acqua naturale e bevi con la stessa dignità.
L’inganno funziona se lo fai davanti allo specchio. E se chiudi un occhio. E se accetti che ormai la tua vita è una grande scenetta comica scritta da uno sceneggiatore pigro.
In alternativa, puoi optare per la “birra analcolica al vapore di luppolo”, ovvero acqua gasata e due gocce di birra vera. Così Reny ti lascia in pace e Samuele non ti guarda male quando inciampi nel suo trenino di legno.
Vita familiare, sudore e miraggi alcolici
Qualche giorno fa ho portato Samuele al parco. Facevano 39 gradi all’ombra, che a quanto pare è la temperatura minima necessaria perché un bambino di due anni decida di correre ininterrottamente per un’ora e mezza.
Io? Seduto su una panchina, a guardarlo mentre la mia borraccia termica sembrava ridermi in faccia.
Reny mi ha mandato un messaggio:
– “Ricordati di bere.”
Io ho risposto:
– “Ho bevuto già. Mi sto sciogliendo, tecnicamente è idratazione.”
E quando siamo tornati a casa, Samuele si è scolato due biberon d’acqua e io, di riflesso, ho aperto quella famosa “Schlörpf” dimenticata nel frigo.
Era calda.
L’ho bevuta lo stesso.
Perché anche il sarcasmo ha sete.
Ma quindi?
La verità, caro amico/o disidratato/a, è che non esiste una regola. Bere birra non ti salverà dalla fatica di essere genitore. Bere acqua non ti farà sembrare più sano agli occhi di tuo figlio (che comunque crede che l’acqua serva solo a riempire i secchielli della sabbia).
Ma ogni tanto, tra un cambio di pannolino e un tentativo di convincere Reny che anche i papà meritano cinque minuti sul divano, puoi concederti il lusso di scegliere la birra. O almeno di pensarla.
Oppure, fai come me: bevi acqua, ma guarda la birra con passione.
Tu cosa bevi quando hai sete d’estate?
Sei team “acqua naturale come Madre Natura comanda” o “birra perché fa estate e pure un po’ figo”?
Fammelo sapere nei commenti — e non preoccuparti, puoi rispondere anche mentre sei in mutande davanti al ventilatore. Lo sto facendo anche io. 🍻
Ti Abbraccio!
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“Sì, anch’io nacqui tra gli uomini. Non avevo mai visto la Giungla. Mi passarono il cibo dietro le sbarre in un recipiente di ferro finché una notte sentii che ero Bagheera, la Pantera, e non un giocattolo per gli uomini, e spezzai la stupida serratura con una zampata e me ne andai; e poiché avevo imparato le astuzie degli uomini, nella Giungla divenni più terribile di Shere Khan.”

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