“La vita è una spiaggia. Fino a quando non ti siedi sopra una medusa.”
– Anonimo probabilmente ustionato
Ciao!
Ti scrivo direttamente da quella che un tempo chiamavo “estate”, e che oggi potrei definire con più precisione “addestramento intensivo per genitori stanchi, sudati e senza dignità”. Perché diciamolo: la vera sfida della bella stagione non è il caldo, non è la sabbia nelle mutande, non è nemmeno l’olio solare SPF 8000.
La vera sfida si chiama Samuele, 1 anno e 10 mesi, anche detto “il demolibambino”. Un concentrato di energia atomica con la coordinazione motoria di un gabbiano impazzito e la curiosità letale di un polpo in acido.
A proposito: tu sei più medusa o più gabbiano?
Io, oggi, mi sento tipo… una medusa spiaggiata, con la schiena bloccata e lo sguardo nel vuoto. Ma andiamo con ordine.
Vita da spiaggia: missione impossibile
La spiaggia con un bimbo piccolo non è “relax”, è un campo minato con vista mare. Hai presente quei film in cui l’eroe deve disinnescare la bomba mentre tutti urlano “non toccare il filo rosso!”? Ecco, la versione estiva è: “Non mangiare la sabbia, Samuele!”
Ogni uscita è una sfida logistico-militare:
– borse piene come se dovessimo emigrare in Nuova Zelanda
– salvagenti, secchielli, palette, pupazzi a forma di balena (scelta non casuale, ovviamente)
– Reny che mi dice per la terza volta “hai preso le salviettine?” mentre io penso solo a dove ho messo la mia dignità
Spoiler: le salviettine non le ho prese.
Neanche l’acqua.
Però ho preso tre racchettoni e una palla da beach volley.
(Samuele ovviamente voleva solo mangiare una conchiglia rotta e cercare di affogare nel bagnasciuga.)
Gabbiano style: la rivincita del predatore
Ci sono giorni, però, in cui nonostante tutto… mi sento un gabbiano. Libero, un po’ cialtrone, affamato di tutto (soprattutto panini al tonno che non sono miei), pronto a gridare senza motivo e beccare le patatine altrui con l’agilità di un ladro di polli.
Un esempio?
Domenica scorsa: abbiamo deciso (io e la mia incoscienza) di fare un picnic in giardino.
Griglia, telo, canzoncine per bambini in sottofondo.
Samuele corre come un criceto impazzito.
Reny taglia l’anguria.
Io mi sento l’uomo del momento, con la birra in mano e la carne sulla brace.
Poi succede:
Samuele decide di innaffiare il barbecue con l’annaffiatoio.
Fine della carne, fine della birra (che cade nel caos), inizio di una discussione filosofica con Reny sul senso della parola “sorveglianza attiva”.
Morale: anche i gabbiani sbagliano mira.
Medusa mode: quando la vita ti schiaccia (sul lettino)
Ma la trasformazione in medusa è inevitabile.
Dopo tre notti insonni, dodici corse dietro Samuele, sei braccioli gonfiati e due partite finite malissimo a Uno (spoiler: Reny bara, ma non ho prove ufficiali), mi ritrovo steso sul lettino, in giardino, con lo sguardo di chi ha visto cose.
Cose che un tempo facevo per rilassarmi (leggere un libro, bere un caffè, ascoltare il mare), oggi sono diventate imprese proibite.
Hai mai provato a leggere con un bambino che cerca di infilarti una forchetta nella narice sinistra “per vedere cosa succede”?
Spoiler: succede che urli.
Un consiglio pratico (ma inutile)
Se non puoi sconfiggere il caos… vestilo da squalo.
Funziona.
Non per sistemare le cose, ma almeno ti fa ridere.
Samuele ha un costume a forma di squalo. Ha la pinna.
Quando lo vedo correre in giardino, con quella pinna ondeggiante e il pannolino pesante come una valigia Ryanair, dimentico per un attimo le urla, le zanzare e il fatto che non ho più una schiena.
E poi… scatta la foto. Perché in futuro, quando Samuele sarà adolescente e mi dirà “sei imbarazzante”, io avrò il diritto morale di rispondergli:
“Tu, figlio mio, sei stato uno squalo col pannolino. Taci.”
E tu, Amico mio caro, chi sei?
Insomma, medusa o gabbiano?
O sei uno di quei rari esemplari zen che riescono a godersi il giardino bevendo tisane con le gambe incrociate e la playlist jazz in sottofondo?
In tal caso, menti. Non voglio sapere.
Io torno in modalità “tentacolo rotto”, ché Samuele ha appena scoperto che il tubo dell’acqua spara se lo si piega bene.
E Reny? Lei ride.
Ma ride in modo che so già… domani mi manda a cercare la crema solare alle 7 di mattina.
SPF 50. Per adulti.
(Suggerimento: non è mai dove pensi.)
A presto!
E ricordati: non esiste una sabbia che non gratti, solo illusioni di comodità.
Ti Abbraccio!
🔘 🔘 🔘
“Sì, anch’io nacqui tra gli uomini. Non avevo mai visto la Giungla. Mi passarono il cibo dietro le sbarre in un recipiente di ferro finché una notte sentii che ero Bagheera, la Pantera, e non un giocattolo per gli uomini, e spezzai la stupida serratura con una zampata e me ne andai; e poiché avevo imparato le astuzie degli uomini, nella Giungla divenni più terribile di Shere Khan.”

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