“Il sole bacia i belli, ma ustiona gli scemi.” – (Proverbio rivisitato da uno con la schiena pelata dal sole)
Ciao!
Lo senti anche tu quel profumo di crema solare, sabbia e rimorso? È estate. È caldo. È quel momento dell’anno in cui ti convinci che sì, stavolta ti spalmerai la protezione 50 con la stessa costanza con cui bevi il caffè la mattina. Spoiler: non succederà.
I deliri di un padre pallido
Ogni estate parte con i migliori propositi: abbronzatura dorata, passeggiate al tramonto, cocco bello e zero scottature. Poi arrivo io, con mia moglie Reny che mi guarda con disapprovazione materna mentre mi spalmo la crema solare come se fosse maionese su una baguette, e Samuele – quasi due anni e già esperto nell’arte di togliersi il cappellino e mangiare la sabbia – che mi ruba il tubetto e tenta di idratarsi con la protezione solare.
In casa nostra la questione è semplice: o sembriamo reduci da un’esercitazione dei Navy Seals (con mimetiche a base di crema bianca spalmata male), o diventiamo crostacei umani in 30 minuti netti di esposizione.
Vita da spiaggia (o giardino), tra fantasmi e crostacei
Domenica scorsa siamo andati al mare. “Solo un’oretta”, aveva detto Reny.
“Metti la crema”, aveva aggiunto, con quel tono passivo-aggressivo tipico di chi sa già che non lo farai. E infatti, tra mettere il costumino a Samu, raccogliere i giochi, spalmare la crema su di lui (che si divincola come un’anguilla sotto acido), dimenticare gli asciugamani e tornare indietro per prendere l’acqua, io… me la sono dimenticata.
Mezz’ora dopo, avevo l’epidermide di un’aragosta che ha appena scoperto il concetto di “cottura al vapore”.
E sai qual è stata la frase di conforto di Reny?
“Sei rosso. Però almeno adesso hai un colore.”
❤️🔥
E Samu? Lui, protetto come un panda in letargo, era intatto. Bianco, splendente, quasi radioattivo. A tal punto che un bambino l’ha indicato esclamando: “Mamma! Un gelato cammina!”
Io invece sembravo il padre single reduce da un’estate di rimpianti.
Non è finita. La sera, nel letto, con la pelle che faceva “crac” ogni volta che provavo a cambiare posizione, ho fatto la mia classica ricerca Google da adulto disperato:
“Quanto ci mette una scottatura solare a diventare melanoma?”
E subito dopo:
“Crema doposole fatta in casa con ingredienti che hai già (tipo disperazione e latte scaduto)”
Il consiglio pratico (ma ironico)
Allora, caro lettore: la crema va messa PRIMA di uscire. Non quando hai già un piede nella sabbia e il sole ti punta come un cecchino.
E soprattutto: la quantità giusta non è una noce. È mezzo barattolo. Spalmati senza vergogna, fai il bagno se vuoi ma poi RI-SPALMATI. Sì, lo so, sembra un tutorial di OnlyFans. Ma è così. La dignità passa, le macchie solari restano.
E se hai figli piccoli, come il mio piccolo Samu, usa la crema spray. L’unico modo per mettere la protezione a un bimbo di due anni è spruzzarla mentre corre, tipo inseguirlo con l’insetticida. È una danza. È un’arte. È una tragedia.
E tu, chi sei in spiaggia?
Ecco, quindi la domanda finale è: tu da che parte stai? Team “fantasma radioattivo con la 50+” o Team “aragosta alla griglia con contorno di rimpianti”?
Raccontamelo nei commenti.
Io intanto torno a grattarmi la schiena con una paletta da spiaggia.
🔥🦐🧴
Ti Abbraccio!
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“Sì, anch’io nacqui tra gli uomini. Non avevo mai visto la Giungla. Mi passarono il cibo dietro le sbarre in un recipiente di ferro finché una notte sentii che ero Bagheera, la Pantera, e non un giocattolo per gli uomini, e spezzai la stupida serratura con una zampata e me ne andai; e poiché avevo imparato le astuzie degli uomini, nella Giungla divenni più terribile di Shere Khan.”

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