“La pigrizia è madre. Ma il frigorifero è il padre.”
(Io, mentre cerco formaggio alle 3 di notte)
Ciao Hive!
C’è chi fa CrossFit, chi va a correre alle 6 del mattino, chi si iscrive a corsi di pilates coi nomi più inquietanti tipo “Power Detox Flow”. E poi ci sono io: praticante devoto dell’antica arte dell’Apertura Frigorifero.
Ogni giorno, più volte al giorno, con dedizione e muscoli che non sapevo di avere (soprattutto quelli emotivi).
🧊 Il frigorifero come stile di vita
Se c’è una cosa che il frigorifero ha insegnato a me e alla mia famiglia è che la speranza è l’ultima a morire. Apro lo sportello almeno 38 volte al giorno (sì, ho contato. Sì, avevo tempo libero. No, non ho amici migliori di te). Ogni volta con la convinzione che magicamente sia apparsa quella fetta di torta che ho finito ieri.
Spoiler: non succede mai.
Ma la vera sfida non è tanto aprire il frigo, quanto farlo con Samuele appeso alla gamba destra come uno scalatore impazzito, mentre urla “melaaaaa!” ogni volta che scorge qualsiasi cosa vagamente rotonda e commestibile.
👶 Samuele, coach motivazionale non richiesto
Samuele ha quasi due anni. Il che significa che:
- sa aprire più cose di quante dovrebbe,
- non capisce il concetto di “non adesso”,
- e ha fatto della parola “snack” la sua religione.
Lui non apre il frigo. LUI LO EVANGELIZZA.
Appena sente un “click” di guarnizione termica, si catapulta nella cucina con la velocità di un ninja in saldo su Amazon. Una volta ha provato a infilarsi dentro. Letteralmente. Ha detto “ciao” allo yogurt greco e si è messo a cercare il prosciutto cotto come se fosse un archeologo della carne.
🧑🦰 Io e Reny: una coppia, tre filosofie alimentari
Poi c’è Reny, mia moglie, che vive secondo un principio molto chiaro: “In frigo ci va solo ciò che è eticamente, esteticamente e termicamente giustificabile.”
Una volta ha buttato un barattolo di maionese perché “mi guardava male”.
Non sto scherzando.
Reny e il frigo hanno un rapporto karmico. Lei lo apre con rispetto, lo chiude con grazia, e riesce a capire subito se qualcosa ha superato la data di scadenza anche se è scritto in sanscrito.
Io, invece, apro il frigo come un pirata apre uno scrigno: con entusiasmo, ignoranza e speranza di trovare qualcosa che non mi uccida.
Un esempio pratico:
Una sera, tardi, ho aperto il frigo cercando ispirazione. Reny era già a letto. Samuele pure. Trovo una melanzana, mezza cipolla, due olive tristi, e un misterioso contenitore con qualcosa di beige.
Indovina chi ha deciso che era hummus?
Indovina chi si è svegliato alle 3 del mattino con il fegato in sciopero?
Esatto. Io. 🫠
🏋️♂️ Allenamento funzionale casalingo: livello “padre di famiglia”
Il momento più intenso della giornata è sempre lo stesso:
6:42 del mattino.
Io, pigiama.
Samuele, già vestito da supereroe (letteralmente: body di Spider-Man e un calzino solo).
Reny in modalità zen con la sua tisana di radici tibetane.
E io che tento di afferrare il latte con Samuele che mi spinge via urlando “Io! Io! Latteeee!”
Così allungo il braccio sinistro mentre tengo Samu con la destra. Mi piego sulle ginocchia per prendere lo yogurt. Allungo il piede per chiudere il freezer lasciato aperto da qualcuno.
Non è yoga.
È padreyoga.
🤓 Consiglio pratico (ma inutile): organizza il frigo
Te lo dico col cuore: non provarci.
Puoi anche comprare quei bei contenitori trasparenti, etichettare tutto come Marie Kondo in overdose di zuccheri, ma sai già come andrà a finire.
Samuele aprirà tutto, rimescolerà i contenuti secondo un sistema a lui noto (forse basato sulle fasi lunari) e tu ti ritroverai a mangiare salsa di soia al posto dello yogurt greco.
In alternativa: metti le cose buone troppo in alto per Samuele.
Lui si arrabbierà. Tu ti sentirai in colpa.
E finirai comunque per mangiare una banana marrone mentre lui si sgranocchia gli ultimi taralli come un imperatore romano.
🫠 Conclusione: chi ha davvero il controllo del frigo?
Alla fine, ogni giorno il frigorifero mi insegna qualcosa.
Che sia la resilienza, la forza di volontà o semplicemente che il formaggio che cercavo era dietro il broccolo da tre settimane.
Però una cosa è certa: non si tratta più solo di cibo.
È una questione di sopravvivenza. Di famiglia. Di equilibrio mentale.
E tu?
Quante volte apri il frigorifero al giorno (e quante lo fai solo per scappare dai tuoi familiari)?
Scrivimelo nei commenti! Dai, che magari trovo anche il coraggio di buttare via quella roba marrone nel barattolo.
Ti Abbraccio!
🔘 🔘 🔘
“Sì, anch’io nacqui tra gli uomini. Non avevo mai visto la Giungla. Mi passarono il cibo dietro le sbarre in un recipiente di ferro finché una notte sentii che ero Bagheera, la Pantera, e non un giocattolo per gli uomini, e spezzai la stupida serratura con una zampata e me ne andai; e poiché avevo imparato le astuzie degli uomini, nella Giungla divenni più terribile di Shere Khan.”

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