L’edge a Poker

Penso che quando una persona si siede in un qualsiasi tavolo da poker con la ferma intenzione di vincere (escludendo quindi i casi in cui lo si fa per puro passatempo) debba valutare con buona approssimazione il proprio margine sugli avversari. Insomma, se mi siedo perché dovrei aspettarmi di vincere?Le ragioni sono molteplici e in questo post elenco alcune considerazioni personali, sperando di sentire le vostre opinioni. Per fare questo farò una distinzione schematica, magari incompleta e che può sembrare banale, ma che alla luce delle mie esperienze ho trovato molto utile. Aggressività Notoriamente, nel poker l’aggressività è un valore … Continua a leggere L’edge a Poker

Rabbia…ma perché?

Dal buco della serratura dello studio del Dottor Posa assistiamo a una seduta di coaching psicologico ricca di spunti interessanti per migliorare il nostro poker

A volte gli psicologi si trovano a condurre dei colloqui particolarmente coinvolgenti. Colloqui che, una volta rianalizzati scorrendo gli appunti, viene spontaneo voler condividere perchè possono rivelarsi utili a molti.
Ho deciso quindi di esporre il colloquio che leggerete a breve. Mi raccomando di leggerlo cercando le analogie tra la situazione del cliente del dottore che chiameremo R.R., e alcuni vostri possibili comportamenti o sfaccettature della personalità.

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Limiti della percezione

Guardate attentamente l’immagine qui sopra: sembra una normale scacchiera, dove tutti i riquadri riportano, come di consueto, un’alternanza tra bianco e nero. Spiacente di deludervi, ma non è così, perché le caselle segnalate con le lettere A e B, seppur vi sembrino totalmente diverse, sono in realtà dello stesso colore!
Stentate a crederci? Provate a stampare l’immagine e ritagliarla per avere la prova che il vostro cervello spesso può giocarvi brutti scherzi!

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Quando conviene rompere il mouse?

Tommy Angelo è un famoso professional poker player e coach statunitense che può vantare di aver formato giocatori del calibro di Phil Galfond, David Benefield e Jeff Williams. La sua figura, però, va ben oltre il classico giocatore di poker: Tommy è autore di libri sul poker particolarmente incentrati sulla psicologia, fattore che ha contribuito ad accrescere la sua fama di mental coach. E’ la sua famosa enunciazione di un’interessante teoria riguardo il tilt: secondo Tommy Angelo rompere il mouse può essere una scelta con valore atteso positivo.

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Manifesto d’intenti

Ciao a tutti!

Oggi facciamo un pò di “blogging”!

Ultimamente ne sono successe di cotte e di crude da un punto di vista sociale e lavorativo pertanto, mi andava di scrivere un pò a ruota libera cosa penso del periodo, cosa penso della vita, cosa penso della mia vita, quali sono i miei obiettivi e cosa mi contraddistingue…un pò un manifesto d’intenti va!

E poi come si dice: “lasciatemi sfogà su sto fatto!”

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Quanto conta essere “Positivi” per un giocatore di poker?

” Possiamo lamentarci perché i cespugli di rose hanno le spine, o gioire perché i cespugli spinosi hanno le rose”, diceva Abramo Lincoln. Non sappiamo se effettivamente essere positivi porti ad avere carte migliori (difficile crederlo), ma una cosa la sappiamo di certo: essere positivi rende qualunque mano, comunque vada a finire, migliore. Possiamo imparare tanto invece di lamentarci, e sicuramente, divertirci molto di più. Ecco perché ho immaginato questa giornata ad un torneo di poker, vista dal pessimista e dall’ottimista. Il torneo per loro è andato in maniera quasi uguale, ma chi è tornato a casa più contento (e migliore) secondo voi?

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