I vantaggi del bicchiere mezzo pieno

Fortuna e sfortuna solo solo due punti di vista?

Il giochino di definire un bicchiere riempito a metà mezzo pieno o mezzo vuoto è sempre stato un must per indagare sull’atteggiamento generale di una persona nei confronti della vita di tutti i giorni.
– Com’è questo bicchiere?
– Mezzo vuoto.
– Ok, sei pessimista.

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Rabbia…ma perché?

Dal buco della serratura dello studio del Dottor Posa assistiamo a una seduta di coaching psicologico ricca di spunti interessanti per migliorare il nostro poker

A volte gli psicologi si trovano a condurre dei colloqui particolarmente coinvolgenti. Colloqui che, una volta rianalizzati scorrendo gli appunti, viene spontaneo voler condividere perchè possono rivelarsi utili a molti.
Ho deciso quindi di esporre il colloquio che leggerete a breve. Mi raccomando di leggerlo cercando le analogie tra la situazione del cliente del dottore che chiameremo R.R., e alcuni vostri possibili comportamenti o sfaccettature della personalità.

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Limiti della percezione

Guardate attentamente l’immagine qui sopra: sembra una normale scacchiera, dove tutti i riquadri riportano, come di consueto, un’alternanza tra bianco e nero. Spiacente di deludervi, ma non è così, perché le caselle segnalate con le lettere A e B, seppur vi sembrino totalmente diverse, sono in realtà dello stesso colore!
Stentate a crederci? Provate a stampare l’immagine e ritagliarla per avere la prova che il vostro cervello spesso può giocarvi brutti scherzi!

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Quando conviene rompere il mouse?

Tommy Angelo è un famoso professional poker player e coach statunitense che può vantare di aver formato giocatori del calibro di Phil Galfond, David Benefield e Jeff Williams. La sua figura, però, va ben oltre il classico giocatore di poker: Tommy è autore di libri sul poker particolarmente incentrati sulla psicologia, fattore che ha contribuito ad accrescere la sua fama di mental coach. E’ la sua famosa enunciazione di un’interessante teoria riguardo il tilt: secondo Tommy Angelo rompere il mouse può essere una scelta con valore atteso positivo.

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Quanto conta essere “Positivi” per un giocatore di poker?

” Possiamo lamentarci perché i cespugli di rose hanno le spine, o gioire perché i cespugli spinosi hanno le rose”, diceva Abramo Lincoln. Non sappiamo se effettivamente essere positivi porti ad avere carte migliori (difficile crederlo), ma una cosa la sappiamo di certo: essere positivi rende qualunque mano, comunque vada a finire, migliore. Possiamo imparare tanto invece di lamentarci, e sicuramente, divertirci molto di più. Ecco perché ho immaginato questa giornata ad un torneo di poker, vista dal pessimista e dall’ottimista. Il torneo per loro è andato in maniera quasi uguale, ma chi è tornato a casa più contento (e migliore) secondo voi?

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Stessa Abilità, Maggiori Profitti!

COME MIGLIORARE I PROPRIO GUADAGNI NRL POKER IN TRE SEMPLICI MOSSE

Quando si gioca a poker capita di perdere di vista alcuni fattori determinanti a causa di un’estrema concentrazione esclusivamente sull’action e sul panno verde. E’ un errore che di per certo commette chi da poco si è avviato al gioco, ma che ho riscontrato anche in giocatori più navigati. Considerare unicamente le carte, a coppie di due, fino a migliaia di mani al giorno, su molti tavoli, è un modo per affrontare -correttamente- le lunghe sessioni online, ma spesso si tralasciano dei dettagli che magari non saranno determinanti per la propria carriera, ma sicuramente incideranno sui profitti mensili e annuali. Ecco tre aspetti che talvolta sono poco approfonditi dai grinder degli small stack, ma che potrebbero concretizzarsi in tanti soldini in più sul conto nel lungo periodo.

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