Nessuno vince sempre e chiunque lo affermi o è un bugiardo o non gioca a poker.
-Amarillo Slim-



Ebbene si!
Oggi voglio parlarti di quella parte della mia vita in cui per vivere giocavo a poker… Mi definivo un PPP (Professional Poker Player), altri tempi davvero; devo ammettere che oltre ad aver guadagnato bene mi sono proprio divertito!

Tutto ha inizio alla fine del 2007, giocavo un po’ online per divertimento, su siti come Pokerstar, Full Tilt Poker e soprattutto Dollaro (allora erano tutti .com); mi sono da subito approcciato al gioco con passione, ho studiato le regole e non solo (leggevo articoli su articoli ed ho praticamente tutti i libri che parlano di poker e anche delle sue varianti eh eh!)… Poi nel 2008 la svolta!
In Italia viene regolamentato il mercato del gioco online; a occhio attento, è subito chiaro, che semplicemente sapendo le regole si possono guadagnare valanghe di soldi visto che, tante persone, giocano a Texas Hold’em senza nemmeno conoscere come si forma una mano lol!

Inizia giocando i Sit&Go che sono dei mini tornei con 9 o più partecipanti; i primi che giocai erano quelli da 12 a due tavoli, poi sono passato a quelli da sei; nel frattempo giocavo anche qualche MTT (sono i tornei con tantissimi iscritti); mi sono reso conto che potevo guadagnare anche e soprattutto dai bonus, facendo tanta massa di gioco…e così fu.

Dal 2008 al 2010 vivevo il poker come un secondo lavoro (ovviamente prima di tutto era passione, ma passione molto redditizia), passavo le notti a giocare, la mattina dormivo fino a tardi e dopo pranzo andavo a lavorare, ai tempi ero segretario in Avis e tenevo aperta la sede dalle 15.00 alle 19.00 (io ci stavo sempre fino alle 20 e arrivavo sempre appena finito di pranzare… Amavo anche quel mio lavoro, probabilmente è stato il lavoro che più ho amato e lasciarlo è stata la più grande cazzata della mia vita).

Il poker è un gioco di persone.. Non è la mano che mi viene servita, sono le persone con cui gioco.
(Amarillo Slim)

La mia passione per il gioco cresceva e i guadagni andavano bene pertanto nel 2010 ho deciso di fare il grande salto e mi sono trasferito a Milano e l’ho fatto solo per giocare a poker; avevo la possibilità di viaggiare più facilmente e volevo iniziare a giocare più Live (dal vivo) e il trasferimento mi permetteva di raggiungere in maniera più semplice tante paesi europei, oltre a essere a due passi dal casinò di Campione; inoltre a Milano esistevano una serie di club dove si potevano trovare delle belle partite; in tutto questo comunque il mio gioco principale restava l’online.
In quel periodo diventava legale il Cash game nei siti italiani e io mi ero preparato studiando la disciplina quindi per i primi periodi altri bei soldoni (mettici dentro che, ormai, facevo parte di quel mondo e avendo tante conoscenze sono sempre riuscito a ottenere degli ottimi deal di back).


È strano come le persone non si rendano conto che è necessario approcciarsi alle cose con criterio, ho visto molti cadere nella ludopatia ad esempio; tantissimi perdere molti soldi semplicemente perché piuttosto che studiare e imparare il gioco continuavano a restare degli eterni somari.
Il poker mi ha sempre appassionato perché al netto della componente fortuna, le skill sono fondamentali e lo dimostra il fatto che i vincitori alla fine siano sempre gli stessi.
I “superdonk” con i quali avevo a che fare hanno sempre pensato fosse una questione di “culo” e a me e a quelli che come me ci guadagnavano è sempre piaciuto farglielo pensare in modo che non gli venisse la strana idea di imparare a giocare e trasformarsi da nostri bancomat personali in persone che usano la testa.

Se non riesci a individuare il pollo nella prima mezz’ora di gioco, allora il pollo sei tu.
(Dal film Il giocatore – Rounders)

Alla fine live ho giocato meno del previsto, sono stato in Repubblica Ceca (il mio unico torneo da sponsorizzato ma anche il mio primo torneo live, il Tana delle Tigri), a Barcellona, ovviamente a Campione, a Sanremo e a Venezia ma fondamentalmente mi sono concentrato sul gioco online che era molto più redditizio.

La mia avventura termina con l’apertura della mia caffetteria-pasticceria in Toscana; ho investito in quella attività tutti i soldi guadagnati nel poker e, col senno di poi, sarebbe stato meglio spenderli in altro ma questa, è un’altra storia.

Ovviamente amo ancora il poker e i giochi di carte, sono appassionato non solo al Texas ma anche a tutte le sue varianti, resto affascinato dalla componente matematica dietro al gioco e continuo a leggere tantissimo della materia e ad aggiornarmi; ormai però gioco solo per divertimento e, raramente lo faccio online; preferisco divertirmi con gli amici ci giochiamo le nostre 5 euro e chi perde paga la colazione a tutti eh eh!
Ho ancora un sogno da realizzare in quel pazzo mondo… Voglio partecipare almeno una volta le World Series of Poker a Las Vegas e prima della fine dei miei giorni accadrà, ci puoi scommettere! 😉
Mi porto dietro da quella esperienza tante belle cose e tanti amici, il mio soprannome Picchio diventato Pikkio nel nickname e poi tramutatosi in P1k4ppa10 (PK10), mi porto dietro il mio avatar (il Picchio che tiene le due carte in mano, un asso e una dama di picche, la mia mano preferita) che ormai insieme al nick sono diventati il mio marchio e, Ti confesso, ho cercato di renderli il più vicino possibile a qualcosa che somigliasse a un brand.
È stato proprio un bel viaggio e lo porterò sempre nel mio cuore!



Bene credo di aver parlato anche troppo quindi, ora Ti saluto! Ovviamente qui sotto c’è tanto spazio che sarebbe bello fosse occupato dai tuoi commenti quindi sentiti libero di esprimere ogni Tuo pensiero!

Ti Abbraccio

Avatar Pikkio10

Published by

Lascia un commento