“Ogni mattina mi sveglio e, guardandomi allo specchio, provo sempre lo stesso ed immenso piacere: quello di essere Salvador Dalì.”

-Salvador Dalí-

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Ah, il genio di Dalí. Non possiamo tutti essere Salvador, ma ci possiamo provare, giusto? Ieri sera, nel mio studio (perché sì, ogni persona che si rispetti ha uno studio, anche se è solo un angolo del soggiorno), mi sono messo a riflettere su cosa mi piacerebbe cambiare di me. Spoiler: non molto. Anzi, forse nulla.

Sì, non sono esattamente un Adone, ma hey, chi lo è davvero? Il nasone che mi ritrovo, ad esempio, è una di quelle caratteristiche che da giovane mi ha fatto guadagnare il soprannome di Pinocchio. E non finisce qui: il naso grande, dicono, attira sempre le battutine (grazie amici, sempre gentili). Eppure, ti dirò la verità, a me piace. È uno di quei dettagli che mi rendono… beh, me stesso! In fondo, essere ordinariamente bello è sopravvalutato.

Per quanto riguarda il mio look, ci tengo. Non fraintendermi, non mi troverai mai con la barba perfettamente rasata (troppo mainstream). Mi piace tenerla lunga e curata. Sì, tipo hipster, ma non di quelli insopportabili che bevono solo caffè filtrato artigianale. Io sono più uno che si preoccupa della salute, capisci? Magari non mi iscrivo a un corso di crossfit, ma ci tengo a mantenermi in forma per campare fino a 120 anni. Certo, se poi arrivo anche solo a 90 in forma, potrei considerarla una vittoria. Lo so, sogni ambiziosi, ma sognare è gratis, no?

E se parliamo di carattere, beh… direi che non mi dispiaccio affatto. Sono lontano dall’essere perfetto (lo so, che sorpresa), ma chi lo è, in fondo? Nessuno. E sai che c’è? Va bene così! C’è sempre qualche angolo da smussare, qualche piccolo difettuccio qua e là, ma questo fa parte del divertimento. C’è sempre spazio per migliorare. Fermarsi e accontentarsi? No, grazie. Il segreto è non fermarsi mai, lavorare su se stessi, ma senza prendersi troppo sul serio, che la vita è già abbastanza stressante di suo.

Chiaro, detta così, potresti pensare che mi credo un superuomo, ma aspetta un attimo. Sono pieno di difetti, e ti dirò una cosa: li amo. No, non è una scusa per non fare nulla e crogiolarmi nei miei limiti. Lavoro su di loro, ogni giorno, ma senza farmi troppi problemi. La chiave è essere consapevoli di chi siamo, accettare i nostri limiti e poi iniziare a fare qualcosa per migliorarli, se ne abbiamo voglia. Dopotutto, se non sei consapevole dei tuoi difetti, come fai a migliorare?

L’autostima, comunque, è tutto. Bisogna sempre piacersi un po’, altrimenti come si fa? Ma occhio: tra l’autostima e diventare un narcisista borioso, il passo è brevissimo. Basta essere sempre consapevoli di quel confine sottile, e cercare di non oltrepassarlo. Non è una scienza esatta, ma ci si prova!

Ora, parlando di difetti che molti considerano tali, c’è questa cosa che dicono di me: “Sei troppo buono”. Beh, per me è una sciocchezza bella e buona. Non esiste essere troppo buoni. Certo, non devi farti mettere i piedi in testa, ma essere buoni non significa essere stupidi. Guarda, ci sono un sacco di persone nel mondo che sono infinitamente buone, ma anche incredibilmente sveglie e geniali. Se ti prendono in giro, non è colpa della bontà, forse semplicemente non sei stato abbastanza attento.

Certo, bisogna contestualizzare. Se qualcuno ti prende in giro, il trucco è capire chi è che l’ha fatto. Perché diciamocelo, ci sono persone talmente abili a manipolare che anche il più scaltro tra noi potrebbe caderci. Ma non è che diventi improvvisamente cattivo per questo, eh. Anzi, la soluzione è affinare la tua astuzia. Diventare più scaltro tu, per fregare loro. Non serve mica essere cattivi. Di cattivi, di “malafede” come la chiamo io, il mondo è già pieno. Non c’è bisogno di aggiungersi al club, grazie mille.

E ora, arrivati a questo punto, mi sono perso nei miei pensieri. Era domenica, dopotutto, e la domenica è fatta per rilassarsi, giusto? Ho finito di installare Football Manager (grazie Reny per il regalo di Natale) e mi sono immerso in quella magnifica simulazione di gestione calcistica. Magari non diventerò il prossimo Guardiola, ma almeno nella mia testa posso esserlo.

Bene, ti ringrazio per essere arrivato fino a qui. Davvero. Se ti sei ritrovato in qualche riflessione o se ti è venuto in mente qualcosa di divertente, fammi sapere nei commenti. Qui siamo tra amici, no?

Ti Abbraccio!

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