“L’estate è quella stagione in cui il cervello ti si scioglie prima del gelato.”
Io, sudato e disperato alle 14:00
Ciao!!!
È arrivata l’estate, ormai direi che è inoltrata. Non quella poetica delle canzoni di Gino Paoli. No.
Parlo di quella reale, quella che ti trasforma il cuscino in una lastra di lava e il letto in una sauna finlandese gestita da Satana in persona.
In casa nostra attualmente, non abbiamo l’aria condizionata in tutte le stanze. Non per scelta ecologica, attenzione. Ma perché la nostra casa è stata progettata da qualcuno che probabilmente viveva in Lapponia o pensava che il cambiamento climatico fosse una leggenda metropolitana, tipo l’uomo falena.
E così, io, mia moglie Reny (che ha la temperatura corporea stabile di un ghiacciolo al limone), e mio figlio Samuele (quasi due anni e già in grado di sudare come un maratoneta kenyano) ci troviamo a combattere il caldo come dei sopravvissuti di un reality show ambientato nell’Inferno.
Samuele ha deciso che la notte è il momento ideale per dormire sopra di me. Letteralmente.
Il suo nuovo sport preferito è il torace climbing. Si arrampica, si piazza sul mio petto come un gatto… ma con pannolino e una temperatura corporea di 40 gradi.
Dormire accanto a lui è come condividere il letto con un termosifone con le gambe.
A volte, per disperazione, lo metto nudo sul pavimento del bagno (piastrelle fresche, miracolo dell’umanità) e lui ride come un matto. E io lo invidio. Non per la risata, ma per la superficie fredda.
In camera da letto il condizionatore per fortuna lo abbiamo ma Reny lo odia, sopporta giusto il ventilatore anche se considera entrambi gli oggetti come macchinae del male che “fanno venire il torcicollo” e “muovono la polvere in modo aggressivo”. Quindi abbiamo trovato un compromesso:
Io accendo il condizionatore al minimo e lei lo spegne appena chiudo gli occhi.
Eccoti un consiglio pratico ma assolutamente poco raccomandabile: bagnati le lenzuola.
Non è un’idea geniale, lo so. Ma una sera, tra l’isteria collettiva e la temperatura da deserto del Sahara, ho inumidito il lenzuolo matrimoniale con lo spruzzino delle piante.
Risultato: Reny mi ha guardato come se avessi pisciato sul letto e Samuele ha deciso che era l’ora del bagno.
Funziona? Non lo so. Ma per 15 minuti mi sono sentito un cetriolo in frigorifero.
Alla fine, siamo ancora vivi. Un po’ cotti, un po’ appiccicosi, ma vivi.
E allora ti chiedo:
Tu come fai a sopravvivere al caldo senza aria condizionata?
Condividi il tuo metodo (legale o meno) nei commenti. Prometto che non giudicherò.
Anzi, potrei copiarlo.
Ti Abbraccio!
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“Sì, anch’io nacqui tra gli uomini. Non avevo mai visto la Giungla. Mi passarono il cibo dietro le sbarre in un recipiente di ferro finché una notte sentii che ero Bagheera, la Pantera, e non un giocattolo per gli uomini, e spezzai la stupida serratura con una zampata e me ne andai; e poiché avevo imparato le astuzie degli uomini, nella Giungla divenni più terribile di Shere Khan.”

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